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 In Ravenna

I dati 2016 sono solo quelli dei primi 6 mesi, il fenomeno è molto più esteso

Il rapporto del Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla valutazione delle attività di prevenzione del riciclaggio nel 2015 è ricco di sorprese.

Ecco di cosa si occupa la Uif

Non tutte le segnalazioni che sono state inviate all’Unità di informazione finanziaria (Uif) vengono poi sottoposte ad indagini più approfondite. La Uif dopo aver fatto la sua valutazione trasmette i dati sulle operazioni sospette al Nucleo di polizia valutaria o alla Direzione investigativa antimafia.

Le segnalazioni sospette

Il grafico in alto mostra quante segnalazioni sono state analizzate tra il 2011 e il 2015. La linea che attraversa le colonne rappresenta invece la variazione percentuale delle analisi svolte rispetto all’anno precedente.

Nel 2015, ad esempio, sono state analizzate e trasmesse agli Organi investigativi 84.627 segnalazioni di
operazioni sospette, con un incremento dell’11,6 per cento circa rispetto al 2014.  Quattro anni prima, nel 2011 i casi sospetti sono stati poco meno di 30 mila e 600, ma in aumento del 13,5% sul 2010.

Il 2013 è stato l’anno in cui sono state analizzate il maggior numero di operazione, ben 92.415.

I milioni recuperati e i proventi miliardi del riciclaggio

Ma tutte queste segnalazioni e questi casi sospetti in concreto a cosa hanno condotto?

Le attività di contrasto al riciclaggio, stando ai dati della Guardia di finanza, nel 2015 hanno portato alla denuncia di 1.510 persone, e all’arresto di 128 di esse. I reati contestati sono stati riciclaggio, impiego di denaro o beni di provenienza illecita, e autoriciclaggio. Sono stati anche operati diversi sequestri di beni e patrimoni , in totale per un valore di 53 milioni di euro.

Un cifra importante ma lontana dai 5,7 miliardi che, secondo le ricostruzioni della Guardi di finanza, dovrebbero costituire i proventi del riciclaggio e del reinvestimento del denaro illecito. Le frodi fiscali avrebbero prodotto 1,08 miliardi di euro di ricavi, le truffe circa 487 milioni. L’ammontare dei proventi di furti, rapine e appropriazioni indebita si aggirano intorno a 418, 9 milioni di euro. E queste sono solo i ricavi originati dai delitti fiscali più comuni.

L’Emilia Romagna non è immune

Come abbiamo visto l’Emilia Romagna si è rivelata un’isola tutt’altro che felice rispetto a reati come l’usura o il riciclaggio. Recentemente anche il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, in un incontro a Rimini ha puntato i riflettori sulla Regione e sulla Romagna. L’onorevole ha infatti sostenuto: «C’è più mafia di quello che siamo stati capaci di trovare. Non c’è stata sottovalutazione, ma ci sono troppi reati spia e questa zona, la Romagna, è interessante per le mafie».

In Regione nel 2015 solo la Dia ha portato a termine 144 operazioni nate dalle segnalazioni pervenute. I casi sospetti però solo nel primo semestre 2016 sono stati 3.500.

Il riciclaggio a Ravenna

Dal rapporto sul riciclaggio abbiamo estrapolato i dati su Ravenna ed i  risultati sono riportati nel grafico qui in basso.

Nel primo semestre del 2015 sono state presentate 203 segnalazioni, nei primi sei mesi del 2016 il numero di casi sospetti è già cresciuto fino a quota 236. In un anno e mezzo sono state 629 denunce di attività sospette.

I dati si riferiscono al: 2011-2016

Fonte: Ministero dell’Interno e Uif

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