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 In Bologna

Gli ultimi dati mostrano una carenza del 10,5% rispetto alle necessità di organico

Si prospetta un’estate molto movimentata quella degli ospedali bolognesi. Dopo il caso delle dimissioni dei Angelo Fioritti da direttore sanitario dell’Ausl di Bologna, ecco che si scatena un nuovo problema: la riduzione dei posti letto.

Secondo quanto si apprende dagli articoli di cronaca le tre principali strutture della provincia, il Sant’Orsola, l’ospedale Maggiore e il Rizzoli, dovranno fare a meno di circa mille letti.

Negli ultimi anni la spending review e il contenimento della spesa hanno creato non poche difficoltà alle strutture sanitarie, uno dei problemi maggiori, legato al turn over e alla mancanza di fondi, è la carenza di personale.

Ecco quanti sono i dipendenti dell’Ausl di Bologna e quanti dovrebbero essere

Il grafico in alto mostra quanti dipendenti risultavano assunti nel 2013, 2014 e 2015. Il numero degli impiegati negli ospedali è stato suddiviso per genere e per orario di lavoro: tempo pieno, part time o part time superiore al 50% delle ore.

Nel 2014, ad esempio, ci sono state 5.112 donne in servizio a tempo pieno nei reparti degli ospedali dell’Ausl di Bologna. Gli uomini sono stati solo 2.132.

Se si sommano tutti i dipendenti dell’Ausl di Bologna attivi si arriva a contare 7.975 tra medici, infermieri, dirigenti e amministrativi. Solo che la dotazione organica prevista per le necessità dell’Ausl nel 2014 è stata di 8.815 persone. Sono mancati all’appello ben 837 dipendenti quindi.

Nel 2015 le cose non sono andate molto diversamente. Se si sommano i 2.142 dipendenti uomini a tempo pieno più le 5.093 donne arriviamo a 7.235 lavoratori. A questi vanno aggiunti poi i 72 impiegati con un part time fino al 50% delle ore. E ancora vanno sommati i 654 (di cui il 93,57% donne) con un part time superiore al 50%. In totale l’Ausl ha avuto 7.961, solo che la dotazione organica ne prevedeva 8.896, ciò significa che ci sono stati il 10,52% di dipendenti in meno del necessario.

Secondo il piano organico ad esempio i dirigenti medici con altri incarichi professionali avrebbero dovuto essere 1.115, mentre ne risultavano assunti solo 937. Oppure gli assistenti amministrativi avrebbero dovuto essere 417, ma in realtà sono stati 351.

C’è stata anche una differenza di 60 unità tra i collaboratori professionali sanitari previsti (519) e quelli realmente presenti (459). Così come sono mancati all’appello circa 70 infermieri specializzati, avrebbero dovuto essere 3.131, ma sono stati solo 3.063.

I dati si riferiscono al: 2013-2015

Fonte: Ausl di Bologna

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