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 In Modena

Il 37% crede che le relazioni gay debbano restare clandestine

Gli omosessuali a Modena sono discriminati. Lo sostiene una ricerca sull’omofobia condotta nel 2015 dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune e dal dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna. Il grafico in alto mostra come i modenesi hanno risposto alla domanda: “Le persone omosessuali sono discriminate, cioè trattate meno bene rispetto alle altre persone?”.

L’ omofobia a Modena

Solo il 28,8% degli intervistati è risultato convinto che a Modena gli omosessuali, i transessuali e i bisessuali non siano stati discriminati. Il 6,4% di modenesi coinvolti nella ricerca ha percepito come molto alto il razzismo verso i gay. Il resto del campione esaminato si è diviso tra una percezione medio-alta di discriminazione (27,2%) e la convinzione che il razzismo verso gli omosessuali a Modena sia stato scarso (37,6%).

Più difficile ottenere un lavoro

Secondo il 46,6% dei modenesi (di età compresa tra i 18 e i 74 anni) per un omosessuale sarebbe più difficile ottenere un lavoro rispetto ad un eterosessuale. Il 38,6% invece ha dichiarato di credere che l’orientamento sessuale non avrebbe nessuna influenza sulle possibilità lavorative di gay, lesbiche e trans. Un’altra domanda posta è stata se in caso di promozioni sul lavoro l’omosessualità potesse avere un qualche peso. Il 44,2% dei modenesi ha risposto di essere convinto che il fatto di essere gay non comprometta le opportunità di promozione. Quelli convinti invece che le preferenze sessuali di una persona possano impedire di ottenere un avanzamento di carriera sono stati il 42,4%.

Gli uomini sono più omofobi

Il gruppo di ricerca dell’Università di Bologna ha poi raccolto e analizzato alcune affermazioni dei modenesi sull’omosessualità. Ad esempio se secondo gli intervistati le persone con orientamenti sessuali diversi dovessero nasconderli o se fosse giusto permettere a persone dello stesso sesso di sposarsi. Sono quindi state individuate due temi principali: la clandestinità e la tutela dei diritti. Dall’incrocio di vari dati (genere, età, istruzione e occupazione) è stato possibile tratteggiare una fotografia degli omofobi modenesi.
È emerso che l’omofobia è più comune tra gli uomini, gli anziani, le persone meno istruite e i disoccupati. Mentre le donne, i giovani e le persone istruite sono più propensi ad difendere i diritti degli omosessuali. I ruoli però si sono capovolti leggendo i dati sulla credenza che i rapporti tra persone dello stesso sesso debbano essere vissuti in clandestinità. In questo caso le donne con l’avanzare dell’età sono delle supporter dell’amore clandestino, mentre gli uomini più maturi mostrano un atteggiamento più liberale.

Il 54% contrario alla parità di diritti e alle relazioni pubbliche

Dall’insieme di queste considerazione i ricercatori hanno estrapolato un’altra analisi statistica. I modenesi intervistati sono stati suddivisi in tre grandi categorie: gli egualitari (46%), i tradizionalisti sfavorevoli alla visibilità dei rapporti omosessuali (37%) e quelli contrari alla parità di diritti (17%) come mostra il grafico in basso.
Per egualitari si intende persone che credono che etero e gay debbano avere le stesse opportunità. I tradizionalisti sfavorevoli alla visibilità LGBT sono convinti che l’omosessualità debba restare una pratica privata. Ed infine i tradizionalisti sfavorevoli ai diritti LGBT sono quelli contrari alle richieste di pari diritti delle persone dai diversi orientamenti sessuali.

I dati si riferiscono al: 2015

Fonte: Comune di Modena

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