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 In Rimini

Un 39enne nigeriana ricoverata per malaria a Rimini. L’allerta in Rivera si alza

A Rimini una nigeriana 39enne, di ritorno dal suo paese d’origine, è stata ricoverata nel reparto Infettivi dell’Infermi. La donna incinta ha contratto la malaria nel suo recente viaggio. Tornata in Italia, nel forlivese, dove risiede è stata ricoverata in ospedale quando ha manifestato i primi sintomi: febbre alta, dolori in diversi punti del corpo, brividi, forti mal di testa.

La malattia infettiva viene trasmessa dalle zanzare anofele ed è provocata dal parassita Plasmodium.  Proprio le odiate zanzare che combattiamo a suon di zampironi e prodotti chimici sono tornate alla ribalta della cronaca. Il caso di Rimini non è stato isolato. Ce n’è stato un altro a Trento che ha coinvolto una bambina di 4 anni, mentre  nel riminese qualche giorno fa è stato segnalato un caso di virus Zika. Sono soprattutto le zanzare tigre, specie non autoctona e molto più famelica della nostrana, ad essere portatrici di malattia.

Zanzara tigre e malattie tropicali. I numeri

Nel 2016 in tutta la Regione ci sono stati 44 casi di febbri tropicali. A Rimini ne sono stati segnalati sei: quattro di Dengue, uno di Chikununya e uno di Dengue. Si tratta di casi importati da viaggi all’estero ma che si possono divulgare usando la zanzara come vettore. Per questo la Regione monitora la situazione ed è possibile vedere l’andamento delle zanzare tigre in provincia. Ecco come sta andando questa stagione in provincia di Rimini attraverso un grafico che prende in considerazione il numero medio di uova trovato nelle ovitrappole.
Il monitoraggio è importante perché, attraverso questi numeri, si possono tracciare mappe di rischio e procedere alle manifestazioni. In caso di sospetta febbre tropicale scatta una disinfestazione nel raggio di cento metri dalla casa del soggetto che porta, scrive la Regione ad una riduzione delle zanzare circolanti pari al 77,6 per cento, con una diminuzione dell’86,7 per cento delle uova nei tombini pubblici e del 40,7 per cento di quelle presente in pozzetti privati.

Tra agosto e settembre inizia la riproduzione e aumenta il pericolo

Il monitoraggio va avanti da anni. Abbiamo messo insieme gli ultimi cinque per vedere come si comporta la zanzara tigre. I picchi si raggiungono, come si vede dal grafico, tra agosto e settembre. Due anni fa, però, le zanzare tigre furono particolarmente precoci, iniziando a moltiplicarsi a luglio e rimanendo ad alti livelli vino a metà agosto. Il picco massimo degli ultimi cinque anni, quando il numero di uova nel periodo attorno a Ferragosto arrivò a 840 per ovitrappola. L’anno in corso è tutto sommato tranquillo, ma manca ancora il dato di settembre: potrebbe esserci stato un picco, come avvenne lo scorso anno.
I dati si riferiscono agli anni: 2011-2015
Fonte: Regione Emilia-Romagna
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