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 In Rimini

Superati i 201 microgrammi al metro cubo. In calo invece le polveri sottili

A Rimini l’ozono comincia a diventare un problema. Se l’estate, infatti, non è stagione da “allarme pm10” le alte temperature fanno lievitare i valori dell’inquinante ozono nell’aria.

Allarme inquinamento a Rimini

Arpae ha inviato una lettera ai sindaci del riminese per avvisarli del superamento della soglia d’allerta informazione dell’ozono nell’aria (180 mg/metro cubo) in tre centraline. In particolare c’è stato un picco di 201 microgrammi su metro cubo alle 17 alla postazione di Rimini.

Vale quindi la pena dare un’occhiata a come sta andando questo primo anno sul fronte dell’inquinamento prendendo in analisi le centraline nel riminese. Il grafico in alto mostra i valori degli inquinanti nell’aria di Rimini Partiamo dalle polveri sottili.

Le pm10 hanno superato la soglia del limite di legge 33 volte nella stazione di rilevamento Flaminia a Rimini e 23 volte in quella Marecchia, sempre in città. La legge fissa questa soglia a 50 microgrammi su metro cubo e prevede un massimo di 35 sforamenti in un anno.

Come si vede nel grafico in apertura, che prende in considerazione i rilevamenti giornalieri da gennaio ad oggi, i giorni più critici sono stati i primi di febbraio con un picco massimo di 153 a Verucchio dove gli sformanti sono stati 12 nel 2017. L’aria migliore a San Leo, finora sempre sotto il limite di legge.

L’ozono è lo smog estivo

Mentre la rilevazione delle pm10 è giornaliera, quella dell’ozono è oraria.

In questo caso abbiamo preso in considerazione solo il mese di giugno, perché l’ozono è il cosiddetto “smog estivo” ed è un problema che diventa importante d’estate con l’aumentare della temperatura. Sono previste tre soglie: il valore obiettivo (120 microgrammi su metro cubo) è quello fissato per evitare effetti sulla salute umana.

C’è poi una soglia di informazione – quella superata a Rimini nei giorni scorsi – in cui c’è l’obbligo di informare i cittadini del problema (180). Infine la soglia di allarme, pari a 240.

L´ozono troposferico si crea quando i gas inquinanti emessi dalle automobili, dalle industrie, dalle raffinerie, reagiscono in presenza della luce solare (smog fotochimico). Le più alte concentrazioni si rilevano infatti nei mesi più caldi e nelle ore di massimo irraggiamento solare (fra le ore 12 e 17).

Nel grafico sottostante si vede che dal primo giugno ad oggi molto spesso il valore è stato ben sopra la soglia obiettivo e dal 18 giugno è iniziato il picco verso il superamento della soglia di informazione.

I dati si riferiscono al: gennaio-giugno 2017

Fonte: Arpa

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