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 In Forlì-Cesena

Sempre più spesso il “sì, lo voglio” viene pronunciato in Comune

Dopo aver visto che i fiori d’arancio non sono più di gran moda tra le coppie di Ferrara e che i divorzi sono in netto aumento a Piacenza, vediamo qual è il rapporto dei forlivesi con i matrimoni.

La riduzione degli sposalizi è contenuta

Il grafico in apertura mostra quante coppie sono convolate a nozze nel comune di Forlì dal 1987 al 2016. Trent’anni fa si sono sposati in 401, lo scorso anno le unioni sono state solo 271.

Questo però significa che il calo dei matrimoni a Forlì è stato più contenuto rispetto ad altre province dell’Emilia Romagna, dove sono più che dimezzati.

L’anno in cui il prete e il sindaco hanno avuto più lavoro è stato il 1991, in quel periodo infatti si sono detti “sì, lo voglio” 469 volte nel comune.

Dal 2001 però la crisi delle unioni è stata inarrestabile, da quell’anno infatti il numero di celebrazioni a Forlì non è mai risalito sopra quota 400. Ci sono stati dei picchi, come i 352 matrimoni del 2005, ma solo stati solo dei casi sporadici e dal 2011 il numero di sposalizi è sceso sotto i 300 l’anno.

Chiesa o Comune? Questo è il dilemma

I forlivesi e gli sposi che si sono uniti in matrimonio nel comune hanno scelto il prete o il sindaco come officiante?

Anche in questa città, come a Cesena, Piacenza e Ferrara, ha vinto il Comune e quindi il sindaco. Nel 2016 infatti i matrimoni celebrati con rito religiosi sono stati 120, contro i 151 laici.

La supremazia dei matrimoni religiosi è solo un ricordo

Nel 1987 la situazione era completamente capovolta. Trent’anni fa infatti a Forlì stravinceva il matrimoni in Chiesa con il parroco che univa le coppie per la vita. I matrimoni religiosi del ’87 sono stati 320, mentre quelli civili solo 81.

Ancora nel 2000 la supremazia del rito religioso nel comune continuava. Infatti 16 anni fa sono stati registrate 268 unioni religiose e solo 140 civili. Da lì in poi ci sono stati un paio d’anni di testa a testa, con uno scarto sempre più esiguo di matrimoni in Chiesa rispetto a quelli celebrati in Comune. Poi nel 2008 il sorpasso, le unioni civili quell’anno sono state 178 contro 134 matrimoni religiosi.

Negli anni successivi le celebrazioni laiche hanno preso il sopravvento, ma non sono mai arrivate a relegare in un angolino quelle religiose. La proporzione è più o meno di 151 a 120 negli ultimi due anni.

I dati si riferiscono al: 1987-2016

Fonte: Comune di Forlì

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