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 In Piacenza

I fondi sono stati stanziati per le province di Piacenza e Parma. I dati Arpae

L’allarme siccità nelle province emiliano romagnole da alcune settimane è una costante. L’ultimo bollettino diffuso dall’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna (Arpae) mostra dei livelli di deflusso  dei fiumi molto preoccupanti. Come mostra la tabella in apertura infatti lo stato delle acque è preoccupante, lo è a tal punto che il Governo ha stanziato 8 milioni e 650 mila euro per poter tamponare l’attesa emergenza. Nel piacentino sono state anche approvate delle ordinanze che limitano l’uso dell’acqua potabile e impongono delle multe, tra i 25 e i 500 euro, per chi non rispetti le restrizioni.

L’emergenza siccità a Piacenza

Le due province infatti da inizio anno hanno registrato circa il 50% in meno di precipitazioni rispetto alle previsioni. Nel resto della Regione la situazione non è certo rosea, anche se la carenza di acque è meno drastica: rispetto alle stime le piogge nel reggiano, in buon parte della Romagna e a Modena sono state tra il 20 e i 40% in meno. Le provincia che hanno subito i deficit minori sono state quella di Ferrara, Bologna e di Ravenna, solo il 20% in meno di acque piovane raccolte.

Tutti i corsi d’acqua in secca

La tabella mostra come gli unici corsi d’acqua che non hanno superato i livelli raccomandati dei deflussi minimi vitali (Dmv). Questo indice tiene conto di una pluralità di fattori: dagli elementi morfologici a quelli chimici di alveoli e acque. Si tratta quindi di un fattore che prende in considerazione sia caratteristiche qualitative che quantitative dello stato dei correnti e che rende più evidente l’emergenza siccità.

Sono state solo 6 i corsi d’acqua che non hanno superato il livello minimo consigliato. Il primo è stato il fiume Trebbia, il Dmv dell’affluente del Po è stato di 0,29 superiore quindi al limite di 0,170 riconosciuto come valore d’emergenza.  Anche il Panaro non è ancora in zona pericolo, i valori sono abbastanza stabili. Da tenere d’occhio però il tratto di Bomporto che i cui livelli risultano in calo. Il Savio in zona San Carlo è stato un altro corso d’acqua che ha mantenuto dei livelli sufficientemente elevati da non risultare preoccupanti.

Tra i valori Dmv che hanno già superato i minimi ce ne sono stati alcuni più allarmanti di altri. Infatti quasi tutti i valori sono risultati stabili rispetto ai controlli precedenti, in 5 casi l’indice è risultato in peggioramento. Nel confronto con i primi monitoraggi le acque del Conca in zona Morciano si sono abbassate di livello. Così come il Reno nel territorio di Casalecchio e il Senio a Castel Bolognese hanno registrato un Dmv peggiore.

I dati si riferiscono al: 2017

Fonte: Arpae

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