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 In Ferrara

Sono stati solo l’8,14% degli scarti di questo tipo prodotti in Emilia Romagna

Il report 2016 sulla gestione dei rifiuti in Emilia Romagna è una fonte inesauribile di sorprese. Ad esempio sapete quante tonnellate di rifiuti speciali vengono prodotti nelle province della Regione? E quali sono i rifiuti speciali, pericolosi e non? Il rapporto dell’Agenzia per la prevenzione, ambiente ed energia dell’Emilia Romagna chiarisce alcuni di questi quesiti.

Ecco un elenco dei principali rifiuti speciali:

 

  • Prodotti di scarto della raffinazione del petrolio;
  • Oli esausti;
  • Prodotti di scarto da processi chimici industriali;
  • Solventi;
  • Prodotti di scarto dell’industria fotografica (vecchie pellicole).

E ancora ci sono i prodotti di scarto derivati dall’attività metallurgica, i rifiuti derivati dagli impianti di trattamento dei reflui e dalle attività medica e veterinaria. Infine vengono classificati come rifiuti speciali anche quelli creati dalla produzione di concerie e industrie tessili.

 

I dati del MUD

Gli ultimi dati disponibili su questo tipo di scarti è leggermente più attempata, si fermano al 2014. La banca dati ha raccolto i risultati dei Modelli unici di Dichiarazione ambientale (Mud) sui rifiuti speciali.

La produzione regionale dei questi scarti è stata intorno ai 13,7 milioni di tonnellate. Le tonnellate di materiali ritenuti pericolosi sono state circa 709 mila tonnellate. I rifiuti del settore costruzioni e demolizioni (CeD) sono stati 5,2 milioni di tonnellate.

Ogni emiliano romagnolo, secondo questi dati, ha prodotto circa 1.919 kg di rifiuti speciali, se non si tiene conto della produzione di rifiuti speciali CeD.

Bologna produce il 25% dei rifiuti pericolosi

Il grafico in apertura rende conto delle tonnellate di rifiuti non comuni prodotti nelle diverse province.

Sono stati i territori di Modena, Bologna e Ravenna a registrare le quantità maggiori. Per quanto riguarda i fanghi di depurazione, gli scarti sanitari pericolosi, i maggiori produttori sono stati Bologna, Ravenna e Piacenza. In tutti e tre le province gli scarti pericolosi sono stati superiori alle 100 mila tonnellate.

A Ferrara una delle percentuali più basse della Regione. Sono state solo il 6% delle 709.511 tonnellate registrate in Emilia Romagna. Quantità inferiori sono state prodotte solo a Forlì-Cesena  (29.396 t) e Parma (34.552 t).

Ecco chi ha prodotto i rifiuti dannosi a Ferrara

Il grafico qui in alto mostra chi ha prodotto rifiuti speciali pericolosi a Ferrara. Nel 2014 le attività economiche che hanno prodotto le maggiori quantità di questi scarti sono state imprese manifatturiere. Sono state più i 19 mila e 680 tonnellate.

Hanno superato le 19 mila tonnellate anche le scorie  dannose delle aziende di fornitura delle reti fognarie. Più di 3 mila i rifiuti pericolosi delle imprese di rottamazione degli autoveicoli a Ferrara e in provincia.

Ci sono state degli scarti classificati come pericolosi anche in attività come quelle finanziarie e di intrattenimento. In questo caso i quantitativi in questo caso sono stati molto ridotti. Le imprese di assicurazione e finanziarie hanno prodotto solo 20 chili di questi scarti. Duecento invece i chili di materiale dannoso denunciato dalle attività artistico-sportive della zona.

Quello che sorprende è che la produzione delle cave e delle miniere ferraresi sia stata di solo 3 tonnellate di scarti pericolosi per la salute.

I dati si riferiscono al: 2014

Fonte: Arpae

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