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 In Parma

Queste le stime della Coldiretti. Le zone più colpite sono Piacenza e Parma

L’estate 2017 sarà una di quelle che l’Emilia Romagna non dimenticherà facilmente. Le colline di mercurio hanno oltrepassato i 40° diverse volte, a Ferrara ci sono state delle giornate in cui la temperatura percepita è stata anche di 51°. Svenimenti e malesseri sono stati solo una parte dei problemi generati da questa ondata di caldo, i danni all’agricoltura sono stati la conseguenza peggiore della siccità.

Danni siccità

Le prime stime della Regione hanno ipotizzato che questa estate africana costerà circa 300 milioni di euro alla Regione. D’altra parte già a giugno ci si era resi conto che sarebbe stato un periodo infernale ed era stata avanzata la proposta di dichiarare una crisi regionale. Dopo qualche settimana, ma sempre in giugno, la situazione è apparsa talmente allarmante che è stata inviata anche la richiesta di dichiarare lo stato d’emergenza.

I primi interventi a Parma sono costati 1 milione e mezzo

Il grafico in apertura mostra quali interventi ritenuti urgenti sono stati eseguiti a luglio nei diversi comuni di Parma e quanto sono costati.

Il comune che ha speso di più è stato quello di Borgo Val di Taro, in questa cittadina sono stati necessari dei lavori all’acquedotto che sono costati oltre 274 mila euro. Corniglio invece 175 mila euro per ripristinare alcune sorgenti in secca e trovarne di nuove da collegare alla propria rete idrica. La ricerca di acqua a Palanzano è costata circa 125 mila euro.

In totale sono state 22 le richieste di interventi urgenti, da completare in 30 o 60 giorni, avanzate dai diversi comuni della provincia di Parma. E questi sono solo quelli di luglio. La stima dei costi è stata complessivamente di 1 milione e mezzo di euro.

Le conseguenze per l’agricoltura

La siccità ha colpito in particolare le zone di Piacenza e Parma che da sole hanno subìto danni per 100 milioni circa, stando alle prime stime.

“Ad essere colpite maggiormente sono province – afferma Coldiretti Emilia Romagna – dove sono concentrati allevamenti di Parmigiano Reggiano e allevamenti suinicoli e dove l’acqua è indispensabile per coltivare granturco e foraggio per nutrire più di 650 mila bovini, che producono latte per i principali formaggi Dop italiani, e 1,5 milioni di maiali, che forniscono le cosce per prosciutti Dop d Parma e di Modena e carne per salumi Dop come il Culatello di Zibello. In forte crisi anche la coltivazione dei pomodori, che riforniscono le grandi industrie conserviere, e le coltivazioni di grano”.

I dati si riferiscono al: luglio 2017

Fonte: Osservatorio ambiente Emilia Romagna

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