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 In Ferrara

I livelli hanno superato la soglia consigliata e quella di informazione. Ecco i dati

La qualità dell’aria in provincia di Ferrara a luglio è stata classificata come accettabile, almeno questa è stata la valutazione dell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia Romagna. 

Se in precedenza abbiamo tenuto d’occhio i livelli del particolato nell’aria di Ferrara, in estate è un altro l’elemento su cui puntare i riflettori: l’ozono.

Il grafico in apertura mostra i valori di questo inquinante registrate nelle quattro stazioni di monitoraggio di Ferrara. I luoghi di controllo dell’Arpae in provincia sono una stazione a Cento, due in città (Isonzo e Villa Fulvia) e una a Jolanda di Savoia.

L’ozono a Ferrara

L’ozono è lo smog estivo, quando raggiunge alti livelli può corrodere materiali e tessuti vivi. Ha inoltre effetti sulla capacità delle piante di assorbire anidride carbonica. Indebolisce inoltre la crescita e la riproduzione delle piante.

Se supera i livelli di guardia può essere pericoloso anche per gli uomini, infatti nel corpo umano provoca infiammazioni ai polmoni e ai bronchi.

Il grafico in alto segnala, linea gialla, la soglia obiettivo di 120 microgrammi al metro cubo di aria  in una media di 8 ore. La linea verde mostra la media massima oraria del 24 luglio raggiunta nei diversi luoghi del monitoraggio, mentre quella rossa rappresenta la concentrazione giornaliera dell’ozono.

La stazione di monitoraggio di Cento ha superato i 120 microgrammi al metro cubo, anche se la media oraria giornaliera è stata contenuta a 105 microgrammi al metro cubo.

Anche Villa Fulvia ha registrato una media oraria di 121 microgrammi al metro cubo il 24 luglio, mentre il livello orario dell’ozono a Ferrara è stato di 101. Le altre due stazioni invece hanno segnato dei valori inferiori ai limiti imposti.

Segnali di pericolo nell’aria

 

Il secondo grafico rende evidente il numero di superamenti sia della soglia di 120 microgrammi al metro cubo che quello di 180 microgrammi al metro cubo. Questo secondo valore è la soglia cosiddetta di informazione, quando l’ozono raggiunge questa concentrazione diventa dannoso per le persone e gli enti sono obbligati per legge ad informare i cittadini di questo pericolo.

Cento e Ostellato hanno segnato più di 40 superamenti della soglia di 120 microgrammi al metro cubo, ne hanno registrato entrambi 43 dall’inizio dell’anno. A Cento ci sono stati anche 17 casi in cui la concentrazione oraria dell’ozono è arrivata ad oltrepassare il livello della soglia di informazione.

I dati si riferiscono al: 2017

Fonte: Arpae

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