Share with your friends










Inviare
More share buttons
 In Modena

La produzione è salita a livelli pre crisi. Nel 2016 più di 94 milioni di litri

C’è aria di tempesta nel mondo della produzione dell’aceto balsamico Igp. I trentini, a quanto sembra, vorrebbero riuscire ad introdurre il loro aceto tra i prodotti ad indicazione geografica protetta. Modena e Reggio Emilia però non ci stanno e hanno tirato su le barricate.

La produzione dell’aceto balsamico Igp di Modena

I dati del Consorzio ABM parlano di un miliardo di fatturato nel 2016. Il grafico in alto inoltre mostra come la produzione di aceto sia quasi tornata ai livelli del 2010, dopo alcuni anni difficili. Sei anni fa infatti le aziende modenesi e reggiani hanno prodotto 94 milioni e 850 mila litri di aceto balsamico. Nel 2011 la produzione è scesa di circa 2 milioni e 400 mila litri e anche il 2012 ha segnato un calo. Nel 2013 è stato toccato il minimo di 86 milioni 705 mila litri.

Poi un boom, la produzione 2014 ha segnato un incremento deciso. I litri di aceto balsamico certificato sono schizzati oltre i 97 milioni. In un solo anno quindi è stato prodotto l’11% di ABM in più.

Nel 2015 e nel 2016 non si è riusciti a rimanere su quantità così elevate, ma si è comunque tornati vicini ai livelli pre crisi. Infatti il 2016 è stato chiuso con un produzione di aceto balsamico pari a 94 milioni e 245 mila litri.

Quanto può costare il prodotto finito? Si va da 10 a 100 euro. Il prezzo medio per un litro di aceto balsamico infatti si aggira intorno ai 10 euro, mentre quello invecchiato almeno 12 anni costa circa 40 euro. Per l’aceto extravecchio, si può arrivare anche a 50 anni di conservazione, si possono pagare anche 100 euro al litro.

Le acetaie impiegano 300 persone

Il grafico qui sopra mostra inoltre quanti sono i lavoratori coinvolti nella realizzazione di questo prodotto. Nel 2016 gli operatori sono stati 250, i produttori riconosciuti dal Consorzio ABM sono stati 73. Gli impiegati hanno raggiunto le 300 unità, mentre gli addetti esterni sono stati 600.

Il 92% dell’aceto italiano va sulle tavole straniere

Il 92% della produzione di aceto balsamico è destinata alle esportazioni. Nel 2016 gli aceti hanno costituito quasi il 4% dell’export del comparto vinicolo italiano, secondo i dati Federvini. Il 44,2% dell’aceto esportato è stato comprato da paesi dell’Unione europea, mentre il restante 55,8% è finito bel resto del mondo.

Il grafico in basso rappresenta il valore delle esportazioni di aceto nei diversi paesi stranieri. I primi esportatori nel 2016, dati Istat, sono stati gli americani. Gli Stati Uniti hanno acquistato circa 92 milioni di euro di aceti prodotti in Italia. Al secondo posto la Germania, le esportazioni verso questo paese sono valse quasi 40 milioni di euro. A seguire la Francia (20 milioni di euro) e il Regno Unito (più di 11 milioni). A chiudere la top five il Canada. Il mercato canadese assorbe il 5% della produzione di aceto italiano

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Istat – Consorzio ABM

Leggi anche: 

La provincia di Modena rischia molto con i dazi di Trump

Share with your friends










Inviare

Commenti

Start typing and press Enter to search